domenica 2 luglio 2017

CUCINA PUGLIESE: Il pasticciotto salentino


Estate con sagre, fiere e mercati, questo il titolo dell'appuntamento mensile con la rubrica L'Italia nel piatto!
Girovagando per la Puglia in estate, soprattutto nei paesini caratteristici è facile imbattersi in sagre, fiere e mercatini, feste di paese che rallegrano piazze e vicoletti, con musica, spettacoli e degustazioni gastronomiche con piatti tipici della zona.

Una festa che è giunta ormai alla 10° edizione è quella del famoso PASTICCIOTTO SALENTINO, organizzata dal comune di Surano il 28 luglio, un inno a questa prelibatezza salentina. Ogni anno questo evento riscuote sempre grande successo attirando turisti e salentini che si riversano nelle stradine del centro storico del paese.
L'associazione dei pasticceri salentini produrrà sul posto i pasticciotti che verranno distribuiti gratuitamente.
Per le vie del piccolo centro di Surano si potranno anche degustare piatti della tradizione e prodotti locali di qualità come formaggi, salumi, conserve, friselle, vini ecc.
La festa del pasticciotto è un evento che il comune realizza per la promozione del territorio e dei prodotti salentini, ma anche per offrire a tutti una occasione per trascorrere una serata in allegria e relax! Se vi trovate da quelle parti in quel periodo, non fatevi sfuggire questa serata e....soprattutto non perdetevi l'occasione di assaggiare il pasticciotto, uno scrigno di frolla friabilissima che racchiude una golosa crema pasticcera!


Un abbraccio MILENA


Un po' di storia.
Un primo documento testimonia che il pasticciotto è risalente al 1707, come si scopre nell'archivio della Curia vescovile di Nardò, nell'inventario stilato il 27 luglio 1707 in occasione della morte di Mons. Orazio Fortunato, tra le altre masserizie compaiono:"barchiglie di rame da far pasticciotto numero otto".
Un'altra versione vede la nascita del pasticciotto nel 1745 a Galatina nella bottega della famiglia Ascalone durante i festeggiamenti di San Paolo, guaritore delle tarantate. Nicola Ascalone si tormentava per portare innovazione e originalità nella sua bottega di pasticceria in quel periodo critico della sua attività e tra una torta ed un dolce si ritrovò tra le mani poco impasto e poca crema che non sarebbero bastati a preparare un'altra torta. Decise comunque di utilizzare quei resti mettendoli in un piccolo contenitore di rame realizzando così una piccolissima torta di crema che lui stesso definì un pasticcio. Messo in forno ugualmente, lo regalò poi ad un passante al quale piacque così tanto che ne ordinò altri da portare in famiglia. Insomma, fu subito un successo e da quel giorno nacque "il pasticciotto de lu Scalone"che divenne un dolce tipico salentino.


La città di Lecce lo ha riconosciuto come dolce tipico leccese ed è presente nell'elenco dei prodotti agroalimentare tradizionali redatto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (ai sensi dell'art.8 del D.Lgs. 30 aprile 1998, n.173)











I classici stampini per realizzare i pasticciotti








Ingredienti:

Per la frolla:

250 g. di farina 00
125 g. di zucchero
125 g. di strutto
2 uova
1 buccia di limone grattugiato
1 cucchiaino di lievito per dolci
tuorlo d'uovo per spennellare

Per la crema pasticcera

1/2 l. di latte
50 g. di farina 00
100 g. di zucchero
3 tuorli
1 buccia di limone grattugiato

Procedimento:

Preparare la crema pasticcera che deve essere abbastanza fredda e sostenuta prima di farcire la torta.
Nel tegame versare la farina e lo zucchero, miscelare, poi aggiungere a filo il latte ed amalgamare gli ingredienti, sbattere leggermente i tuorli e versarli nel composto sempre mescolando, infine grattugiare direttamente nel tegame la buccia di limone, portare sul fuoco e far addensare sempre mescolando con un cucchiaio di legno, far raffreddare completamente.
Poi preparare la frolla versando a fontana la farina sulla spianatoia, al centro inserire lo zucchero, le uova leggermente sbattute, lo strutto (i veri pasticciotti sono con lo strutto e non con il burro, ho anche provato con il burro ma sono più stucchevoli, molto più buoni con lo strutto ) la buccia grattugiata di limone e il lievito, impastare velocemente fino a far diventare l'impasto bello liscio e setoso, formare una palla, avvolgere in pellicola e mettere a riposare in frigo almeno per un'oretta, si può anche prepararlo la sera prima, tenendolo in frigo la notte.
Riprendere la frolla, staccare piccoli pezzi, fare delle palline, poi stendere sulla spianatoia con il mattarello ad uno spessore di circa 5 mm. e dando una forma ovale, foderare le formine, riempire di crema pasticcera e ricoprire con altra frolla, chiudendo bene i bordi, spennellare infine con tuorlo d'uovo.
Infornare a 200° per 30-40 minuti circa.
I pasticciotti si gustano tiepidi.



Andiamo ora a scoprire le sagre delle altre regioni partecipanti:


Liguria: le turle e la festa delle erbe nella valle Arroscia http://arbanelladibasilico.blogspot.com/...
Lombardia: La Sagra dei Chisciöi in Valtellina http://www.kucinadikiara.it/2017/07...
Veneto: La sagra del pesce di Chioggia - 80a edizione http://www.ilfiordicappero.com/2017...
Friuli-Venezia Giulia: Festa del Prosciutto di Sauris http://ilpiccoloartusi.weebly.com/g...
Toscana: I brigidini di Lamporecchio http://acquacottaf.blogspot.com/201...
Umbria: Crostini al tartufo scorzone http://www.dueamicheincucina.ifood.it/...
Abruzzo: La Sagra del Pesce Fritto http://ilmondodibetty.it/la-sagra-d...

Lazio: La Panzanella
Campania: Confettura di melanzane al peperoncino per "la Sagra della Melanzana a Santa Maria la Carità" 2017 http://fusillialtegamino.blogspot.com/...
Puglia: Il pasticciotto salentino http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Calabria: Sagra della nduja di Spilinga http://ilmondodirina.blogspot.com/2...
Sicilia: Insalata di Tombarello e Patate http://www.profumodisicilia.net/201...
Sardegna: Porchettone con crema di scorzone (Tartufo nero estivo) http://dolcitentazionidautore.blogspot.it/2017/07/porchettone-con-crema-di-scorzone.html

venerdì 2 giugno 2017

CUCINA PUGLIESE: Cavatelli con le cozze

Puntata particolare per la rubrica L'Italia nel piatto, un percorso oggi dedicato ad un alimento che tutti noi italiani (e non solo) amiamo: la pasta!
Fresca, fatta a mano o artigianale, secca e con i più svariati condimenti non manca mai sulla nostra tavola!
Il titolo di questo appuntamento infatti è: L'ITALIA IN...PASTA! Evviva la pasta!

Quante storie si raccontano sulla nascita delle paste secche! Lo storico della gastronomia pugliese, Luigi Sada, con l'aiuto di indiscutibili documenti ricostruì negli anni Sessanta la storia della pasta secca e dimostrò che è un alimento connesso al nomadismo; Furono gli arabi che per primi essiccarono la pasta per una maggiore conservazione. La più antica documentazione è quella dell'arabo Idrisi che ne Il libro di Ruggero ( del 1155 circa) scrisse che il primo luogo di produzione dei vermicelli essiccati (itrya) fu Trabia, piccolo paese vicino Termini Imerese (Pa), all'epoca ricco di mulini. "Si caricavano dromoni di vermicelli e spedivansi in tutta la parte terminale della Penisola e in tanti altri paesi Cristiani e Musulmani".
La storia è lunga...!

Ma noi pugliesi quanto amiamo la pasta? Tantissimo... e tantissimi sono i formati delle nostre paste:
Anelline (anellini) Ascene du ppépe (peperini) Bavétte (bavette) Calzengìedde (calzoncino) Cannaruèzzele (cannellino) Capìedde de prèvete (cappelli da prete) Cappuci de monacu (pizzicarelli) Capunde (capunti, cavatelli lunghi)  Cavatiedde (cavatelli) Cherrènde (regina) Chjancarèdde (pianetta)  Cingule (cavatelli) Cuècce (coccino)  Filatielle (vermicelli) Gnicchettele (gnocchetti) Lacana (lasagna) Laganédde (lasagnetta)  Maccàrone (maccherone)  Maccarune cu freciedde  (fascioni) Nocchètte (nodello) Paciacche (strascinati grossi) Padernèste ( paternostro) Pezzecariiedde ( pizzicarelli)  Quadrucce (quadrucci) Rasscktieddi (raschiatelli)  Rècchje (orecchia) Recchjetèdde (orecchietta) Sagne (lasagne) Sckaffone ( cannellone) Strascenate ( strscinato) Tria (taglierini) Triddhi (maltriti)  Vremeciedde (vermicelli)  Zetòne (zita grossa) Zite (zita).....e tante tante altre ancora, la lista è troppa lunga!!

La mia proposta per la Puglia è un formato di pasta fresca, i cavatelli che, insieme alle orecchiette (la regina fra le nostre paste tradizionali) arricchiscono i nostri primi piatti!
I cavatelli sono di semola di grano duro come tutta la nostra pasta ed hanno una forma allungata ed incavata verso l'interno e si prestano benissimo ad accogliere i vari condimenti.
La versione di oggi è con le cozze, un piatto gustosissimo al profumo e sapore di mare, un piatto che preparo spesso e che piace sempre.

Un abbraccio MILENA

CAVATELLI CON LE COZZE
















Ingredienti:

350 g. di cavatelli freschi
1 kg. di cozze
250 g. di ciliegini
1 spicchio di aglio
olio evo 
prezzemolo tritato
poco sale
pepe o peperoncino

Procedimento:

Pulire le cozze staccandole una ad una dalla corda, staccare quel baffetto (il bisso) che
fuoriesce dalle valve,  sotto l'acqua corrente strofinarle vigorosamente fra di loro per eliminare varie incrostazioni  o denti di cane (quelle piccole conchiglie attaccate) oppure strofinarle semplicemente con sale e risciacquare.
Qualche cozza andrà ancora raschiate bene con un coltellino o con una retina di acciaio ( che userete solo per questo uso), queste andranno con tutta la buccia nel sughetto ( per la decorazione del piatto) Ora procedere aprendo il resto delle cozze con il coltellino adatto , far scorrere le due valve fra di loro in modo da creare uno spazietto per infilare il coltellino che farete scorrere internamente alla cozza staccando il frutto  e infine aprendo completamente le valve. Teniamo una coppetta sotto le mani per raccogliere oltre il frutto anche un pò della loro acqua che filtrerete, ma quando infilate il coltellino fatelo fuori della coppetta, perchè se la cozza non dovesse essere buona rischiamo di buttare poi l'intera coppetta con le cozze buone. 
In un tegame mettere a soffriggere nell'olio evo per un po' l'aglio tritato, aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a piccoli pezzi, il peperoncino oppure il pepe e poco sale, far cuocere per circa 15 minuti, quando si restringe un po aggiungere un po di liquido filtrato delle cozze, le cozze a frutto netto e quelle poche con la buccia. A fiamma vivace ora basteranno pochissimi minuti per la cottura delle cozze che devono rimanere belle vive, attenzione a non farle cuocere troppo, si scuriscono e perdono sapore  
Lessare i cavatelli freschi  in abbondante acqua salata, scolare bene e saltarli nel tegame delle cozze.



Importante: le cozze vanno pulite a crudo, inutile aprire le cozze prima sul fuoco e poi metterle nel sughetto, il sapore cambia eccome, dal giorno alla notte, se proprio non riuscite ad aprirle, meglio comprarle a frutto netto dal vostro rivenditore di fiducia!
Impiattare aggiungendo una bella manciata di prezzemolo fresco tritato.

Continua il nostro tragitto all'insegna della pasta, andiamo a scoprire i profumi delle cucine delle altre regioni, oggi si aggiungono altre rappresentanti : per la Sicilia Laura del blog “I sapori di Sicilia” , per la Campania Natalia di “Fusilli al tegamino” e per il Piemonte Marianna di “Fiordipistacchio”, a loro un grande benvenuto nel gruppo!





Lombardia: Pasta al Gorgonzola http://www.kucinadikiara.it/2017/06...
Veneto: Tagliatelle con i piselli freschi ovvero le “tajadele coi bisi” : http://www.ilfiordicappero.com/2017...
Friuli-Venezia Giulia: Blecs alla morchia http://ilpiccoloartusi.weebly.com/f...
Emilia Romagna: Farfalle all’uovo fatte in casa http://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Toscana: Pici all’aglione http://acquacottaf.blogspot.com/201...
Umbria: Umbricelli al pecorino http://www.dueamicheincucina.ifood.it/...
Abruzzo: Ravioli di carne al sugo abruzzese http://ilmondodibetty.it/ravioli-di...
Puglia: Cavatelli con le cozze http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Sicilia: Spaghetti con pomodorini arrostiti e melanzane - http://www.profumodisicilia.net/201...
Sardegna: Maccarones de Busa http://dolcitentazionidautore.blogspot.com/...

martedì 2 maggio 2017

CUCINA PUGLIESE: Orecchiette con cicorielle


Eccoci al consueto appuntamento mensile della rubrica L'Italia nel piatto, oggi affronteremo il tema delle verdure ed erbe spontanee di primavera con una bella carrellata di piatti tipici regionali!

Quando mi capita di avere ospiti a pranzo che vengono da fuori e preparo loro piatti tipici a base di verdure, si meravigliano tanto del sapore appunto delle nostre verdure...tutto un altro sapore!
Pane e verdure era l'alimento giornaliero del nostro contadino, durante e dopo un lavoro pesante, un alimento che dava comunque energia e vitalità!
Altri prodotti che arricchiscono la gastronomia pugliese sono le verdure selvatiche eduli, sono così tante le varietà che bisogna farsi guidare per riconoscerle.
Le nostre  verdure si consumano crude, cotte, da sole o miste con vari condimenti o sotto vetro.

La mia proposta per la Puglia è: Orecchiette e cicorielle, un piatto con due ingredienti che racchiudono sapori e profumi della nostra terra!

Un abbraccio MILENA














Ingredienti:

1 kg. di cicorielle
350 g. di orecchiette fresche
400 g. di ciliegini o pomodori pelati a pezzi
2 spicchi di aglio
peperoncino (a piacere)
olio evo
formaggio pecorino grattugiato

Procedimento:

Pulire le cicorielle eliminando la parte  di gambo più duro, tagliare i due parti le foglie e lavare ripetutamente fino ad eliminare i residui di terra e mettere a scolare.
Nel frattempo preparare un sughetto, in una padella soffriggere i due spicchi di aglio tritati con olio evo, aggiungere i pomodorini, peperoncino ed aggiustare di sale, far cuocere con coperchio.
In abbondante acqua salata lessare le cicorielle, ci vorranno circa 15 minuti
Scolare le cicorielle (senza buttare via l'acqua di cottura) ed aggiungerle al sughetto, far insaporire sul fuoco giusto qualche minuto.
Lessare poi le orecchiette nella stessa acqua delle cicorielle, scolare la pasta e condire con il sughetto e le cicorielle, impiattare e spolverizzare di formaggio grattugiato.




Vediamo ora cosa bolle nelle altre cucine regionali:

Friuli-Venezia Giulia: http://ilpiccoloartusi.weebly.com/f...

Lombardia: Risotto con Taleggio e Asparagi http://www.kucinadikiara.it/2017/05...


Veneto: Uova e asparagi alla bassanese http://www.ilfiordicappero.com/2017...
Emilia Romagna: Risotto e vartis http://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Liguria: carciofi fritti in pastella croccante e crostini con avocado e carciofi http://arbanelladibasilico.blogspot.com/...
Toscana: Piselli alla fiorentina http://acquacottaf.blogspot.com/201...
Lazio: Piselli con il guanciale http://www.silviaferrante.com/?p=75...
Umbria: Frittata con asparagi selvatici http://www.dueamicheincucina.ifood.it/...
Abruzzo: Mezze maniche con pesto alla rucola http://ilmondodibetty.it/mezze-maniche-co…esto-alla-rucola/
Puglia: Orecchiette con cicorielle http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Campania:
Calabria: ‘CICORIA ALLA CALABRESE CON MOLLICA DI PANE http://ilmondodirina.blogspot.com/2...

domenica 2 aprile 2017

CUCINA PUGLIESE: Lampascioni sott'olio

Oggi puntata speciale della rubrica L'italia nel piatto, si parlerà in questo appuntamento dei piatti tipici di Pasqua e pasquetta, una bella carrellata di ricette regionali con tante idee per arricchire la tavola pasquale!

Per la Puglia propongo i Lampascioni sott'olio che forse non tutti conoscono ma vi assicuro sono di una prelibatezza unica!

Il lampascione è una cipolletta (ma non ha niente a che vedere come sapore con la cipolla) che cresce spontanea soprattutto nella nostra regione nei terreni del Subappennino dauno, calcarei e rossi.
Il bulbo è di colore rosso-violaceo, di piccole dimensioni (adulto ha 4-5 cm. di diametro), ha un sapore piacevolmente amarognolo, ha proprietà emollienti e lassative.
Due sono le varietà più note, la "muscari racemosum", indigena, e la  "muscari comosum", meno pregiata, più grossa, più sbiadita di colore e coltivata.
Del lampascione si mangia tutto (tranne la spoglia che va buttata), deve essere di buona qualità e cotto bene.

Sulla tavola pasquale, in Puglia, non può mancare un piatto di lampascioni, come contorno lessati e poi conditi semplicemente con ottimo olio sale e pepe, oppure fritti, arrostiti, al forno, con l'agnello.

Per la preparazione dei miei lampascioni sott'olio mi sono affidata al procedimento di Ornella del blog "Ammodomio" trovate qui il link, una blogger mooooolto attenta alla cucina tradizionale pugliese e che stimo molto...! 
Grazie Ornella,  ti ricordi i tre vasetti che avevo preparato per Pasqua? Beh...ecchetelodicoaffà..fatti già fuori! Mi tocca rifarli... davvero ottimi con l'aggiunta di quel poco di zucchero!
E già, perchè i lampascioni piacciono a molti proprio per il loro gusto amarognolo, ma per un sapore appena più dolce l'aggiunta di poco zucchero è perfetto!

Passiamo ora alla ricetta!

un abbraccio MILENA






















Ingredienti:

1 kg. di lampascioni (da pulire)
1/2 l. di aceto di vino bianco
1/2 l.di acqua
1/2 cucchiaio di zucchero
pepe nero in grani
sale grosso q.b.
aglio, prezzemolo o mentuccia (io preferisco il prezzemolo)
olio extra vergine d'oliva
poco peperoncino (mia aggiunta)
Procedimento:

Pulire molto bene i Lampascioni eliminando le prime foglie come si fa con le cipolle, questa operazione meglio farla con i guanti usa e getta (io purtroppo non riesco a fare nulla con i guanti ...ahimè mi sono poi strofinata le mani con la spugna abrasiva!!!), fare un taglietto a croce alla base e lavarli benissimo sotto l'acqua corrente. Dare un primo bollo in acqua semplice, scolare e sciacquare nuovamente i Lampascioni. In un tegame mettere a bollire l'acqua e l'aceto, aggiungere un po' di sale e quando il liquido è caldo versare i lampascioni e subito dopo aggiungere lo zucchero, abbassare un po' la fiamma e far cuocere fino a quando si riesce ad infilzarli con una forchetta, devono comunque essere ben sodi e non spappolati, i miei lampascioni si sono cotti in poco più di mezz'ora. Si lasciano raffreddare nel loro liquido di cottura e  poi si scolano benissimo lasciandoli in uno scolapasta. Con un canovaccio pulito si tamponano ulteriormente ed inserire nel taglio a croce (con taaaaaanta pazienza) un grano di pepe. Si possono ora sistemare nei vasetti sterilizzati con l'aglio a pezzi, prezzemolo, poco peperoncino e coprire di ottimo olio extra vergine d'oliva badando per qualche giorno a rabboccare con olio se dovesse essere necessario.
E poi...vedi che ti mangi!!!

Vediamo ora i piatti tipici pasquali delle altre regioni:

Lombardia: La Spongada camuna http://www.kucinadikiara.it/2017/04...
Veneto: La Fugassa veneta http://www.ilfiordicappero.com/2017...
Emilia Romagna: La tardura romagnola http://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Liguria: reginette con le uova http://arbanelladibasilico.blogspot.com/...
Toscana: Torta di riso carrarina http://acquacottaf.blogspot.com/201...
Marche: Coratella d’Agnello con le uova http://www.forchettaepennello.com/2...
Lazio: Costolette di agnello panate http://www.silviaferrante.com/2017/...
Abruzzo: Pupe di Pasqua abruzzesi http://ilmondodibetty.it/pupe-di-pa...
Puglia: Lampascioni sott’olio http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Campania: Carciofi arrostiti sulla brace http://www.isaporidelmediterraneo.it/...
Calabria: ‘mpiulato - http://ilmondodirina.blogspot.com/2...
Sicilia: La Cassata Siciliana http://dolcitentazionidautore.blogspot.com/...
Sardegna: Is Tillicas de mendula e saba http://dolcitentazionidautore.blogspot.com/...

sabato 4 marzo 2017

CHIFFON CAKE al limoncello

E che dire...ha davvero la leggerezza dello chiffon!
Era da tempo che volevo provarla ed eccola qui nella sua imponenza ma nello stesso tempo nella sua incredibile delicatezza e vaporosità! Questo dolce americano mi ha conquistata in pieno e sicuramente proverò altre versioni perchè ben si presta anche ad essere farcita e decorata per una maggiore golosità ed una bella presentazione, adatta anche per compleanni ed eventi vari!
Mi sembrava un dolce difficile da realizzare...ma se non si prova non puoi mai dire in effetti!

La ricetta...mah...quando ho comprato il cremore di tartaro mi sono accorta che dietro la bustina c'era scritta la ricetta del famoso ciambellone americano, chissà perchè ho sempre avuto dubbi delle ricette scritte sulle confezioni, però stavolta sono stata tentata...o la va o la spacca! Direi che è andata benissimo, la ricetta poi l'ho trovata pure perfettissima per le misure del mio stampo, ho solo aggiunto il limoncello e pochissimi altri aromi, ma la ricetta di base direi che è ottima, una nuvola di leggerezza!
L'unico momento che ho temuto è stato quando ho sfornato e capovolto lo stampo...ora si "spatascia" subito nel piatto, invece è andata bene, anzi dopo qualche ora non si staccava ancora e ho dovuto rimuovere il dolce dallo stampo staccandolo dalle pareti con un coltellino.

Andiamo ora a vedere la ricetta!


































Ingredienti:

300 g. di farina 00
300 g. di zucchero
130 g. di olio di semi (io di arachidi)
180 g. di acqua tiepida
6 uova (io grandi)
1 busta di lievito per dolci
1 busta di cremore di tartaro
1 pizzico di sale
1 buccia di limone non trattato grattugiato (io 2 bucce grattugiate)
(2 cucchiai colmi di limoncello)
(semi di 1 bacca di vaniglia)

Procedimento:

Setacciare farina, zucchero, sale e lievito; emulsionare olio, acqua, separare i tuorli dagli albumi, sbattere leggermente i tuorli ed aggiungere anche questi all'impasto della farina, piano piano mescolando con una frusta a mano, senza lavorare troppo, unire anche il limoncello e i semi di vaniglia.

Montare a neve ferma gli albumi con le fruste elettriche e quasi alla fine aggiungere il cremore di tartaro.

Unire il composto dei tuorli con gli albumi montati a neve con una spatola, molto delicatamente e dal basso verso l'alto, passaggio importante, per non smontare gli albumi.

Versare  tutto il composto nello stampo con i piedini della chiffon cake senza ungere o infarinare l'interno, in alternativa usare uno stampo alto da ciambella non antiaderente, livellare delicatamente il composto.

Il mio stampo ha queste misure: 25 cm. di diametro superiore, 21 cm. di diametro inferiore e 11 cm. di altezza, questa dose è risultata perfetta per questo stampo.

Infornare a 160° in forno statico per 60 minuti (io nel secondo ripiano dal basso), fare comunque sempre la prova stecchino.

Sfornare e capovolgere subito lo stampo sui piedini e su un piatto da portata, in questo modo il dolce prende aria in modo uniforme e si stacca da solo. Dopo qualche ora se non si stacca da solo, basta passare dai lati e dalla parte superiore un coltellino affilato.

Spolverizzare con zucchero a velo...e la chiffon cake è pronta!

giovedì 2 marzo 2017

CUCINA PUGLIESE: Pescatrice in umido


Lo dico sempre...vivrei di solo pesce per quanto l'adoro e fortunata pure di vivere in un paese di mare e avere la possibilità di gustare sempre pesce fresco! 
La puntata di oggi de la rubrica L'Italia nel piatto ci porta in giro per lo stivale ad assaporare piatti con profumi e sapori del mare, il tema è appunto Pesce, crostacei e frutti di mare.

Per la puglia propongo un piatto semplicissimo, pochi ingredienti per sentire in pieno il sapore del mare: Pescatrice in umido.

Pesce "ecclettico" per eccellenza, la rana pescatrice mette lo zampino in molte ricette, è un pesce buonissimo, dalla polpa bianchissima, molto saporita e tipicamente morbida e succosa, da questo punto di vista, più simile alla carne di un crostaceo che a quella di un pesce. Purtroppo ha un difetto: alla cottura si riduce di parecchio. Inoltre, se ne mangia solo la coda, ma non si scarta niente, con la testa si preparano eccellenti brodetti.

Da oggi fa parte del gruppo, come rappresentante delle Marche, Annalaura con il suo blog Forchetta e pennello...benvenuta Annalaura!

PESCATRICE IN UMIDO














Ingredienti:

800 g. di pescatrice
200 g. di ciliegini
olio evo q.b.
prezzemolo
peperoncino
2 spicchi di aglio

Procedimento

Pulire il pesce eliminando le interiora e tagliando la bocca, lavare e mettere a scolare.
Nel frattempo preparare un sughetto soffiggendo l'aglio tritato in un tegame con olio evo, aggiungere i ciliegini lavati e tagliuzzati ed il peperoncino a piacere. Far addensare il sughetto e poi aggiungere il pesce intero senza coprire il tegame, la pescatrice butta fuori sempre molto liquido.
Ultimata la cottura, aggiungere prezzemolo fresco tritato e servire magari con fette di pane casareccio tostato.




Cosa hanno preparato le altre regioni? Andiamo subito a scoprire i profumi delle loro cucine!

Friuli-Venezia Giulia: Aringa alla friulana http://ilpiccoloartusi.weebly.com/aringa-delle-ceneri-per-litalia-nel-piatto
Lombardia: Spaghetti al ragù di pesce di lago http://www.kucinadikiara.it/2017/03...
Veneto: renga o scopeton? http://www.ilfiordicappero.com/2017...
Emilia Romagna: Strozzapreti alle canocchie http://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Liguria: linguine allo scoglio http://arbanelladibasilico.blogspot.com/...
Toscana: Linguine del pescatore http://acquacottaf.blogspot.com/201...
Marche: Triglie alla marchigiana http://www.forchettaepennello.com/2...
Lazio: Seppie con i piselli http://www.silviaferrante.com/2017/...
Umbria: Baccalà con uvetta e prugne http://www.dueamicheincucina.ifood.it/...
Abruzzo: Tacconi e ceci ai frutti di mare http://ilmondodibetty.it/tacconi-e-...
Puglia: Pescatrice in umido http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Campania: Murzelle 'e stoc con patate http://www.isaporidelmediterraneo.it/...
Calabria: BUCATINI CU U SUCU DO BACCALLA’ http://ilmondodirina.blogspot.com/2...
Sicilia: SARDE A BECCAFICO...DI NONNA TINA http://dolcitentazionidautore.blogspot.com/...